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17 Marzo 2011, Festa Nazionale per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia.
Tutti sappiamo che con un decreto legge il Governo Italiano ha stabilito che, solo per il 2011, il 17 Marzo sarà Festa Nazionale.
Perchè l’Unità d’Italia si festeggia il 17 Marzo?
Prima di tutto la denominazione di Regno d’Italia non corrispose con la creazione di un nuovo stato unitario, ma fu il pre-esistente Stato Sardo a subire un cambio di denominazione quando, il 17 marzo 1861, in seguito all’annessione da parte di quest’ultimo del grosso dei territori degli stati preunitari, si ebbe l’unificazione politica della penisola italiana.
Il Regno d’Italia cessò poi di esistere nel 1946, quando visti i risultati del referendum costituzionale, la forma statale fu variata in Repubblica.
Al momento della nascita del Regno d’Italia il territorio comprendeva la parte in arancione di questa immagine:

Solo successivamente vennero annessi gli altri territori che attualmente costituiscono la penisola italiana.
Quale evento decretò la nascita del Regno d’Italia?
Vittorio Emanuele II di Savoia (Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia; Torino, 14 marzo 1820 – Roma, 9 gennaio 1878) fu proclamato a Torino re d’Italia il 17 Marzo 1861, dal nuovo Parlamento unitario riunitosi per la prima solo un mese prima.
Vittorio Emanuele restò re fino all’inizio del 1878, quando morì per malattia. Si guadagnò per aver portato a compimento il Risorgimento e il processo di unificazione italiana l’appellativo di “Padre della Patria”. Umberto I divenne il suo successore.
Questa un pò di storia per capire perchè domani, 17 Marzo 2011, festeggeremo in tutta Italia il 150 anni dalla nascita del nostro Stato unitario
È arrivato un altro famigerato venerdì 17, uno di quei giorni che per gli scaramantici è tra i peggiori del calendario, in cui pare che si debba per forza avverare la famosa Legge di Murphy, secondo la quale “Se qualcosa può andare male, lo farà”.
Come mai tanto accanimento verso il povero venerdì 17? Per quale motivo si pensa porti sfortuna? Iniziamo con il dire che non dappertutto è considerato nefasto, ad esempio in Spagna e Grecia è il martedì 13 a non essere di buon augurio, mentre nei paesi anglosassoni è il venerdì 13. A che cosa sono dovute queste credenze scaramantiche? Perché, si sa, hanno sempre un fondamento o una motivazione alla loro base.
Gli anni ’80 impazzano, per gli stilisti, per la tv, per tutti quelli che inneggiano al loro ritorno e soprattutto per i nostalgici, che in quegli anni discussi e contraddittori erano bambini o ragazzi.
Perché gli anni ’80 piacciono così tanto? Perché fanno sempre parlare? Probabilmente perché sono stati anni di eccessi, anni che si consideravano già “il futuro” e in cui invece ancora non si immaginava che tutto quanto intorno doveva cambiare, anche e soprattutto nelle piccole cose della quotidianità, che poi sono quelle che rimangono impresse più di tutto il resto nel ricordo.
Gli anni ’80 sono stati anche anni di simboli, di oggetti e abitudini che, senza neppure volerlo, hanno finito per rappresentare un’epoca.
Gli oggetti cult degli anni ‘80
Quest’anno la Polizia di Stato festeggia il suo 158° anniversario dalla fondazione e contemporaneamente è anche il 50° compleanno della presenza delle donne nell’arma.
Nell’ambito di una cerimonia istituzionale, sarà premiata la prima donna che entrò in Polizia nel 1960, ovvero “Rosa Scafa“, che oggi 85 anni e vive a Trieste.
Tante le iniziative e i festeggiamenti in tutte le città dell’Italia, per valorizzare l’operato e il coraggio della Polizia di Stato.
A Roma, in piazza del Popolo e al parco centrale del lago dell’Eur, dal pomeriggio di oggi fino a domenica vi saranno i tradizionali giorni d’incontro con i romani e i turisti.
Oggi le celebrazione con la presenza e la partecipazione del Presidente della Repubblica “Giorgio Napolitano“.
Una bella raccolta di immagini d’epoca, come omaggio ai 50 anni di donne in divisa, è stata relizzata dal giornale nazionale Repubblica che vi invitiamo a visionare.
A seguire invece, vi proproniamo lo spot ufficiale che è stato realizzato in occasione di questo particolare doppio evento.
Buona visione
Cominciamo con il definire cosa si intende per ritratto…
…il ritratto è una rappresentazione di una persona. Se il ritratto è fatto dallo stesso artista, si chiama invece, autoritratto.
Il termine si riferisce più propriamente ad un opera artistica che può comprendere diversi settori artistici, a partire dalla pittura e dalla scultura, passando per la fotografia, fino ad arrivare alla letteratura.
Il ritratto non necessariamente deve essere la mera riproduzione del soggetto così com’è, ma a seconda della sensibilità dell’artista, il ritratto può avere risvolti molto creativi.
Il ritratto si è molto evoluto nel tempo, infatti è stato realizzato ed utilizzato da diverse civiltà nel passato, cominciando già dalla preistoria il ritratto comincia a fare una prima debole comparsa, successivamente saranno gli egizi a farne uso secondo il proprio stile, ma anche le civiltà orientali, gli antichi greci, gli etruschi, gli italici, gli antichi romani, durante il medioevo, il rinascimento e così via discorrendo fino ai giorni nostri.
Il ritratto è stato interpretato, a seconda delle epoche e degli stili popolari, secondo visioni più o meno creative.
Ad oggi vi sono ancora molte discussioni aperte in merito alla ritrattistica e alla sua libertà di espressione.
La rete offre anche questo…tanti spunti di riflessione.
I genitori, la mamma e il papà, spesso in conflitto con i propri figli nel percorso della loro vita e della loro maturità, si dimostrano e si dimostreranno sempre (nella maggior parte dei casi) delle persone sulle quali contare…
…soprattutto nei momenti di difficoltà, i genitori sono li a sostenerti, suggerirti, ad incoraggiarti, ad ascoltarti, a stare in silenzio, a criticarti, a spronarti…
I figli, attraversano tante tappe che i genitori hanno già passato e sanno, per la forte empatia che hanno verso il sangue del proprio sangue, come è meglio affrontare le difficoltà della vita.
Il video che vi proponiamo è un video veramente commovente che mette in luce l’amore dei genitori, in questo caso, l’amore di un padre verso il proprio figlio.
Buona visione e buona riflessione
La festa delle donne compie oggi cento anni!
La festa negli ultimi tempi suscita un pò di critiche, c’è chi dice che è un giorno che deve far riflettere e tirare le somme anno dopo anno sulla situazione attuale della donna, c’è chi dice che la festa delle donne è ogni giorno (giustamente…), c’è chi dice che ormai è solo un modo per solleticare l’economia…
Ognuno ha una propria idea che deve essere rispettata.
Oggi, noi vogliamo ricordare le origini della festa delle donne.
Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908. Nei primi giorni di marzo, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton avevano dato inizio ad una serie di proteste contro le inumane condizioni in cui erano costrette a lavorare.
L’8 marzo il proprietario, Mr. Johnson, temendo azioni di sciopero e altre manifestazioni, bloccò le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.
Nello stabilimento scoppiò un incendio (forse doloso?) e le 129 operaie prigioniere all’interno dell’edificio morirono arse dalle fiamme. Si narra che vicino a questa fabbrica c’erano degli alberi di mimosa che si sdradicarono con l’esplosione, cadendo sulle macerie della fabbrica.
Da qui la mimosa in omaggio a questo disastro.
Esattamente fra due giorni sarà la “festa della donna“!
Un giorno dedicato alla memoria e al ricodo delle donne che con le loro lotte, i loro sacrifici sono riuscite ad ottenere dei diritti importanti.
Il simbolo di questa giornata è la mimosa, fiore tipico di questa stagione che vede la primavera alle porte e anche un profumo delicato e petali delicati come sono per l’appunto le donne.
Oltre al dono della mimosa, in alcuni casi il mazzo di fiori viene accompagnato con dei regali donne, originali e creativi.
Domenica dunque, il colore predominante sarà il giallo mimosa e sarà bello vedere i bambini che raccolgono questi profumati fiori per portarli alle maestre, alle loro compagnette, ma soprattutto alle loro mamme, zie, nonne e via discorrendo.
Vi auguriamo a tutti un buon weekend.
W le donne!
Oggi è la giornata della memoria, per non dimenticare le atrocità del passato, che la storia ci ha raccontato…
I giovani d’oggi sono fortunati perchè non hanno vissuto quel periodo Nazi-Fascista, ma la conoscenza ed i racconti ereditati dagli anziani e dalle lezioni scolastiche, si spera abbiano lasciato su tutti, grandi e piccini un segno, una ferita talmente profonda che non può essere rimarginata, nè MAI dimenticata.
Tanti sono i messaggi che giungono da personalità di grande spessore istituzionale e non, il papa “L’orrore nazista ci ricorda il rispetto per la vita“, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dice “sia monito“.
Purtroppo arrivano anche messaggi che non lasciano sperare niente di buono per il futuro…e che sembra vogliano sottolineare quel detto…”la storia si ripete“…infatti fra tutti i messaggi di ricordo e speranza, vi sono anche i messaggi e le provocazioni lanciate dall’Iran “Israele sparirà” o “vedremo la distruzione del regime sionista”…
Preferiamo non dimenticare! Vogliamo SEMPRE evitare che gli sbagli del passato si ripetino.
E’ necessario che resti vivo il ricordo dei grandi sbagli compiuti dall’ umanità, per far si che il futuro sia sempre più sereno e che non vi sia odio fra i popoli, ma un grande rispetto fraterno.





