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Dai tempi dell’inneggiamento alla “Sisterhood” - ” La Sorellanza” – e del recupero delle grandi pioniere del pensiero femminista, la lotta contro le gerarchizzazione del gender ha compiuto un lungo percorso che ha lentamente portato ad una ri-valutazione del ruolo della donna in ogni settore e quindi ad un livellamento (seppure non ancora del tutto compiuto) della disparità tra i generi.
Ne è prova il prestigio oggi attribuito alla lunga tradizione letteraria femminile recuperata, attraverso assidui studi, da studiosi e studiose di diverse nazionalità e culture oppure, più in generale,
la crescente presenza delle donne in quasi tutti gli ambiti lavorativi e professionali.
Ma le voci femminili – troppo a lungo soffocate -
si fanno sentire, oggi più che mai, anche nel mondo dell’arte, una realtà in cui il tradizionale monopolio di matrice maschile comincia a scricchiolare e le opere di
artiste di tutte la parti del mondo iniziano ad avere sempre maggior visibilità.
Ne è un significativo esempio l’insolita mostra dal titolo “Seductive Subversion:women pop artists 1958-1968″ in scena fino al 9 Gennaio 2011 al Brooklyn Museum di New York.
“Insolita” è l’attributo giusto se consideriamo che della pop art siamo soliti sentir parlare prevalentemente di esponenti uomini quali Andy Warhol o Jasper Johns.
La mostra che colora la prestigiosa galleria di New York è in tal senso radicalmente sovversiva poichè presenta quadri, sculture ed opere d’arti recanti esclusivamente firme di artiste donne.
“Insolita” non solo perchè esclude completamente i nomi maschili dal suo repertorio ma anche perchè le artiste in scena non sono unicamente provenientei dai paesi anglo-amercani che hanno tradizionalmente definito la pop art.
Si tratta di un evento imperdibile, quanto meno per i pochi che hanno la possibilità di raggiungere la fervente città amerciana.
Nel frattempo attendiamo fiduciosi che eventi di tal genere diventino sempre più frequenti e brulicanti anche nel nostro (un po’ assopito) caro bel Paese.

“Sì, viaggiare…” cantava una vecchia canzone, celebrando, più o meno metaforicamente, ciò che scandisce la vita di tutti noi:
il viaggio, appunto, lo spostamento spaziale o temporale che sia.
Un viaggio, insieme nel tempo e nello spazio, è quello che offre in questi giorni la città di Berlino che dal 12 al 24 Ottobre terrà i propri monumenti illuminati a giorno, offrendo scenari suggestivi in cui il movimento nello spazio si coniuga alla percezione di una sorta di sospensione temporale.
Si tratta del celebre festival delle luci che anima la capitale teutonica, permettendo a turisti e fotografi professionisti di cogliere momenti e dettagli di rara bellezza e difficilmente riscontrabili nella Berlino di tutti i giorni.
Ancora una volta la città della “love parade”, della “festa del Jazz” e del prestigioso “festival del cinema” si accende in
tutti i suoi colori – letteralmente parlando – e si fa teatro di un evento culturale unico, originale e ricercato.
La capitale tedesca si conferma ancora una volta una delle più ferventi fucine culturali in cui “avanguardia” è la parola d’ordine.
Per gli amanti dello scatto urbano, per tutti quei fotografi professionisti che viaggiano alla ricerca di paesaggi mozzafiato, Berlino offre, con il suo “luminoso ” (è il caso di dirlo ) festival, un terreno senza eguali.
In questa grande e colorata città non c’è spazio, in questi giorni, per le classiche foto monumentali ma solo per veri e propri capolavori dell’arte fotografica.
Insomma, è la giusta meta per un viaggio all’insegna della foto perfetta!

Mancano pochi giorni alla conclusione del 13° Photo Contest proposto da fotoregali.com che dal 28 Settembre sta coinvolgendo e appassionando fans e fotografi “di tutte le taglie” .
Il tema di questa edizione è “L’amicizia” in qualunque sua forma ed espressione.
Tra le tante foto in concorso troviamo, infatti, rappresentazioni dell’idea di amicizia di ogni tipo:
l’amicizia intima ed esclusiva tra due persone, quella profonda e un po’ speciale tra un cucciolo e il suo padrone o l’amicizia che tiene insieme un gruppo di persone.
Ad oggi si mantiene in testa alla classifica la foto di Maria Ialacci con ben 163 voti, immediatamente seguita dalla
suggestiva foto di Giuseppe Cultrara, con 146 preferenze e da quella di Totò Capitummino, scelta da 141 votanti.
Questa tredicesima edizione del Photo Contest di fotoregali.com si sta rivelando particolarmente interessante,
non solo perchè seguita da un sempre crescente numero di fans ma soprattutto per la bellezza delle foto in concorso.

Nell’epoca del digitale ogni cosa è cambiata e se fino a pochi anni fa le ricette si leggevano sui ricettari, i libri erano esclusivamente stampati, il telefono era rigorosamente collegato a un cavo e si scrivevano ancora lettere d’amore su carta profumata.
Oggi ci basta accendere un computer ed entro pochi clic abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno.
Tutto è ormai passato attraverso un processo di digitalizzazione e così anche il modo di fare arte.
Nuovi strumenti creano nuove possibilità e quindi anche nuovi artisti ma ciò che resta è la difficoltà di uscire dall’anonimato in cui sono costretti tanti giovani talenti.
E’ il caso della cosidetta Urban Art, una forma d’arte visiva strettamente legata al mondo digitale , in cui operano molti artisti contemporanei di cui però raramente si viene a conoscenza.
Uno dei pochi nomi oggi noti al grande pubblico è quello di Tom Lewis, disegnatore britannico che, grazie a una sua apparizione fortuita in uno show televisivo, è uscito dall’ombra per far breccia nei cuori di migliaia di collezionisti inglesi.
Le opere di Lewis, in particolare la sua piccola creatura color rosa fluo di nome Megan, racchiudono l’essenza assoluta della contemporary urban art, fondendo tecniche pittoriche tradizionali e mondo digitale, richiami a lontane culture orientali e moderni paesaggi urbani.
Il fascino della Urban Art e il talento dell’illustratore inglese sono tali che pochi giorni fa il noto Maverick Showroom di Londra gli ha dedicato uno spazio personale in una mostra dal titolo “Megan and the garden of Edo” (in riferimento alla cultura giapponese dell’epoca Edo da cui Lewis trae ispirazione).
Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo messi a fare dei disegnini, degli scarabocchi più o meno comprensibili sulla sabbia.
Vi siete mai sentiti artisti? Forse perchè non vi siete mai presi sul serio?
Tutto nasce dalla creatività di Samuel Dougados che a 34 anni, gira il mondo con un rastrello alla ricerca spiagge sabbiose, più o meno grandi.
Partendo dal mare di Biarritz, la città francese in cui vive, il giovane artista si sposta verso le coste della Spagna e del Marocco per disegnare forme astratte sul bagnasciuga con il suo strumento da lavoro.
Una volta finito il lavoro con il rastrello Samuel si sposta verso l’alto per cogliere con la macchina fotografica il frutto del suo lavoro.
Chissà se passerà o se è già passato dalle coste italiane?
Vabbè, in attesa di vederlo all’opera dal vivo, accontentiamoci di questo video che racconta dei suoi viaggi e di quando disegnare sulla sabbia diventa un arte…
Il video dura 4 minuti e 18 secondi ed è sul finale che tutti i disegni, veri capolavori, diventano comprensibili in quanto fotografati dall’alto.
Buona visione
Già tempo fa, vi avevamo sottoposto un video (STRANE OPERE D’ARTE?!) che raccoglieva tante opere artistiche molto strane, più o meno moderne.
Oggi, vogliamo proporvi la seconda parte del video, con tante altre opere nuove.
L’arte continua ad apportare, in giro per il mondo, nelle strade, nei parchi e in tutti i luoghi più o meno pubblici, fascino, riflessione, stupore, gioie e dolori.
Oggi più che mai, l’arte deve essere supportata, criticata ed apprezzata da tutti gli abitanti della terra, in quanto dono primordiale di un passaggio terrestre, che negli hanni ha raccontato storie umane e meno umane.
Tanti i temi trattati dagli artisti e dalle opere d’arte presenti all’interno del video, vi sono opere astratte, opere che richiamano problemi sociali, opere simbolicamente forti, opere buffe e meno buffe.
Speriamo di fare cosa gradita.
Buona visione

by jediduke
L’arte entra nuovamente in gioco e questa volta lo fa con una missione ben precisa e nobile.
Raccogliere fondi per curare una delle malattie più brutte del secolo: il melanoma.
Il melanoma è un tumore maligno e il rischio di sviluppare melanoma è aumentato nei soggetti di pelle chiara, si pensa che i raggi ultravioletti contribuiscano allo sviluppo del tumore, benché possa insorgere in qualunque distretto corporeo.
La cura del melanoma dipende dalla ricerca.
Per sostenerla 45 artisti contemporanei, galleristi, curatori e collezionisti, tra i più importanti dello scenario italiano e internazionale, hanno donato i propri dipinti, le proprie fotografie e opere d’arte.
Il 30 settembre 2010, dalle ore 21.00 al MACRO Testaccio di Roma, Christie’s le batterà all’asta e il ricavato verrà interamente devoluto all’Intergruppo melanoma italiano (Imi).
L’evento è stato organizzato dall’associazione Arteprima.
Si tratta dell’opera dell’artista italiano, Max Papeschi, a creare grande subbuglio.
Un corpo di donna con la faccia del celebre personaggio Disney: Mickey Mouse. Alle spalle di Michey Mouse, una grande croce uncinata.
Il cartellone della discordia è stato esposto per reclamizzare una mostra d’arte che si terrà nell’edificio dal prossimo settembre e che raccoglierà i manifesti più famosi dell’ultimo secolo.
L’ingombrante manifesto sta causando grande sconcerto e sincero imbarazzo, tra la popolazione Polacca, ma anche in tutto il mondo. Soprattutto perché non è rimasta confinata in una sala espositiva, ma perchè è stata riprodotta su un grande cartellone pubblicitario affisso sulla facciata di un famoso palazzo nel centro storico di Poznan.
Molti tra gli abitanti chiedono di togliere quella svastica, ma secondo Malgorzata Mikos-Fita, portavoce della Procura della Repubblica Polacca, la magistratura ha già archiviato il caso:
“Nessuna legge è stata violata. Non possiamo incriminare nessuno perché quella presente sul cartellone è un’opera d’arte“.
Si tratta senza dubbi di un opera d’arte che fa discutere e farà discutere, suscitando emozioni diverse in ciascuno di noi, riuscendo così a smuovere le coscenze… ottenendo probabilmente quello che l’artista voleva.
Uno stile del tutto innovativo e favoloso; è lo stile dell’artista francese, Sandrine Estrade Boulet nata nel 1969.
Un arte che stravolge il concetto di città, metropoli, di oggetti ed accessori comuni, che è possibile trovare in una qualsiasi città (tombini, alberi, segnali stradali etc.) catturando scenari urbani e colorandoli con il tocco e la fantasia di un’artista altamente creativa e sognatrice.
Un divertente mix tra fotografia e disegno, tradizione e innovazione, riletto in chiave fanciullesca e ricreato secondo schemi fantastici, curiosi e per certi versi, molto divertenti.
Qualsiasi cosa esiste in una città, viene visto con occhi diversi e trasformato con delle piccole aggiunte di colore in figure vive, che mai avremmo pensato di vedere.
Sandrine scatta immagini in digitale e poi le dipinge grazie a dei software al computer.
Gli oggetti abbandonati, la natura morta ingenerale, prendono vita grazie a piccole aggiunte di colore, con uno sguardo a Duchamps e l’altro ai dadaisti.
L’artista dice, che sin da quando era bambina, trascorreva le sue giornate distesa sull’erba a guardare le nuovole che passavano, decidendo che non avrebbe mai smesso di farlo.
Aggiunge ancora, curiosità, divertimento e contemplazione, sono alla base della sua arte e dell’arte in generale.
Per tutti i curiosi ed interessati, qui potete trovare una Photo Gallery delle sue opere.



