Vengono chiamati proprio così, “eco-guerrieri” (eco-warriors).
Si tratta di un gruppo di persone affiatate e guidate dal capitano Paul Watson, tutti condividono la necessità di dover “combattere“, disturbare, cessare, tutte quelle attività che danneggiano gli animali marini, più precisamente le balene.
La principale lotta avviene contro le baleniere giapponesi, che da anni spargono morte nei mari del sud.
Le armi ovviamente, sono armi insolite, non si tratta certo di armi da fuoco, bombe o altro, ma di armi ecologiche (acqua, blocchi, ganci, tagli etc.) che disturbano, bloccano, danneggiano queste attività in tutti i modi.
Una guerra combattuta da pochi, che però è nell’interesse di molti e che per questo motivo merita e meriterebbe una maggior attenzione da parte dell’opinione pubblica, delle istituzioni e della società civile in generale.



















